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KartellMuseo Guida

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KartellMuseo Guida

Product catalog summary
Introduction
The document provides a comprehensive overview of Kartell's innovative use of plastics in design, highlighting key products and collaborations from the 1950s to the present. It emphasizes the transformation of exclusive products into everyday objects and Kartell's pioneering role in plastic design.
Key Products and Innovations
  • Round Bucket with Lid (1954-1965): Designed by Gino Colombini, awarded the Compasso d’Oro in 1955 for its innovative material use and functional design.
  • Lemon Squeezer (1957-1963): Also by Colombini, received the Compasso d’Oro in 1959 for its novel form and effective use of polyethylene.
  • Modular Dish Rack (1960-1968): Recognized for its simple yet innovative design, offering flexibility and economic use.
  • Rectangular Tub (1957-1963): Awarded for its pioneering use of high-pressure polyethylene and shock-resistant polystyrene.
Publications and Media
  • Qualità Magazine (1956-1960): A quarterly newsletter that evolved into a magazine, providing insights into Kartell's production choices and the broader culture of objects.
Divisions and Collaborations
  • Labware Division (1958): Focused on plastic products for laboratories, leveraging Kartell's expertise in industrial production and material innovation.
  • Lighting Division (1959): Marked by collaborations with renowned designers and the introduction of the KD line, emphasizing the use of plastics over traditional materials like glass.
Special Projects
  • Kartell Goes Rock: A collaboration with Lenny Kravitz, blending design with musical influences, resulting in a unique collection of chairs.
Historical Background and Design Evolution
Kartell launched its Habitat division in 1963, focusing on plastic furnishings. Collaborations with designers like Marco Zanuso and Joe Colombo explored the versatility of plastic materials. Notable designs include the "K 1340" children's chair and the "4801" armchair.
Material Advancements
The "Universale" chair, designed by Joe Colombo in 1967, was the first plastic chair for adults made of ABS, later replaced by more weather-resistant materials like nylon and polypropylene.
Modular Furniture
Anna Castelli Ferrieri's "Componibili" modular elements were a significant innovation, allowing for adaptable and stackable units without screws or glue.
1970s Design Innovations and Recognitions
Kartell solidified its position in international design, receiving the Compasso d'Oro award in 1979 and participating in the "Italy: The New Domestic Landscape" exhibition at MoMA in 1972.
Material Innovations
Kartell utilized isostatic polypropylene and rigid polyurethane in their products, with notable designs like the "Tic-Tac" table lamp and the "4875" chair.
Exhibition at MoMA
Kartell was featured in the 1972 MoMA exhibition, showcasing Italian design through prototypes by designers like Gae Aulenti and Ettore Sottsass.
Leadership and Market Strategy
Claudio Luti took over Kartell in 1988, focusing on enhancing the aesthetic appeal of plastic materials and collaborating with designers like Philippe Starck.
Innovative Designs and Collaborations
Notable designs include the "Dr. Glob" chair, "Miss Balù" table, and "Maui" chair. The "Bookworm" bookcase by Ron Arad challenged traditional shelving concepts.
Introduction of Transparent Furniture
In 1999, Kartell introduced "La Marie", the first transparent polycarbonate chair, followed by the "Bubble Club" sofa.
Expansion into Lighting
In 2002, Ferruccio Laviani reintroduced Kartell to the lighting sector with the "FL/Y" lamp and "Bourgie" lamp.
Continued Innovation
Kartell explored textured surfaces and transparent colors, collaborating with designers like Patricia Urquiola and Marcel Wanders.
Exhibitions and Cultural Impact
The exhibition "La Donation Kartell" at the Centre Pompidou in Paris showcased Kartell's impact on the design world.
Conclusion
Kartell's history is marked by a continuous pursuit of innovation in design and materials, resulting in iconic products and significant contributions to the design world.
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Catalog excerpts

KartellMuseo Guida-3

“Il museo è per Kartell un patrimonio inestimabile, custodisce non solo oggetti che hanno attraversato la storia e rivoluzionato in ogni epoca il rapporto tra funzione ed estetica, ma in questi anni ha svolto un importante ruolo di archiviazione e catalogazione che trasferisce così ogni piccolo pezzo di storia. Nel percorso si trovano accostati prodotti iconici e prototipi, grafica e comunicazione che già ai suoi esordi era per Kartell un punto strategico di dialogo con il mercato. Il museo è l’anima dell’azienda, il suo bagaglio di esperienza e la sua ricchezza, il museo è la Kartell, quello...

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MUSEO KARTELL Il Museo Kartell, fondato da Claudio Luti nel 1999 per celebrare i cinquant’anni di Kartell e insignito nel 2001 del Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior museo d’impresa, opera per diffondere la cultura del design attraverso visite guidate, ricerche, mostre e pubblicazioni. La sua collezione si arricchisce di anno in anno e conta oggi 8.000 prodotti, 15.000 fotografie e 5.000 disegni. Il Museo ha sede nello stabilimento aziendale progettato da Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella nel 1967. La sua suggestiva sala espositiva, organizzata su tre livelli affacciati...

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KartellMuseo Guida-5

“Solitamente si pensa al museo come ad uno spazio statico che racchiude una collezione o un insieme di oggetti. Fare un museo aziendale, come è stato per il Museo Kartell, è invece il confrontarsi con un contenitore che, oltre a riceverne la storia, convive e continua ad espandersi parallelamente all’azienda, inglobandone anno dopo anno i nuovi prodotti”. “Usually you think of a museum as a static space containing a collection or a set of objects. However, when you walk into a corporate museum, like the one that Kartell has created, you will encounter a space that, in addition to being a historical...

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Nel 1949 il giovane ingegnere chimico Giulio Castelli fonda Kartell con l’idea di realizzare oggetti innovativi e utili, da produrre con le più avanzate tecnologie disponibili. Castelli si pone l’obiettivo di fare sperimentazione per ottenere prodotti che siano la sintesi tra tecnologia e disegno, tra economicità e risposta ad un’esigenza sociale. Egli è consapevole che per fare un buon prodotto l’imprenditore deve essere il cardine di un complesso sistema di relazioni che si instaurano tra l’anima creativa del designer, quella pragmatica dell’ufficio tecnico (che conosce i limiti e le potenzialità...

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La fase industriale della produzione Kartell inizia nel 1951 con l’idea di portare le materie plastiche, il cui uso allora era limitato al campo tecnico, all’interno della casa. Nasce la linea di casalinghi Kartell-Samco. In un paese ricco di tradizione come l’Italia, la possibilità di affermazione di un prodotto industriale è legata principalmente alla sua qualità. I materiali di sintesi che utilizza Kartell per le sue produzioni guadagnano la fiducia degli acquirenti e si sostituiscono ai materiali tradizionali come il legno ed il metallo. Poco a poco le case si svuotano delle vecchie cose...

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Pieghevole Divisione Casalinghi, 1960. Folder for Household goods Division, 1960. Campagna pubblicitaria, 1960. Advertising campaign, 1960. 9

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Secchio tondo con coperchio. Gino Colombini. 1954-1965. Polietilene a bassa pressione, tondino di acciaio rivestito in PVC. Round bucket with lid KS 1146. Gino Colombini. 1954-1965. Low-pressure polyethylene, steel handle covered in PVC. Premio Compasso d’Oro 1955: “Il secchio emerge per originalità dei particolari, quali il raccordo tra plastica e ferro, la sensibilità funzionale della presa del coperchio, l’essenzialità e la robustezza delle sezioni”. Awarded the Compasso d’Oro 1955: “The pail stands out due to the originality of its details, such as the plastic to iron securing element, the...

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Scolapiatti componibile KS 1171. Gino Colombini. 1960-1968. Polietilene a bassa pressione, acciaio inossidabile. Modular dish rack KS 1171. Gino Colombini. 1960-1968. Low-pressure polyethylene, stainless steel. Premio Compasso d’Oro 1960: “Esso costituisce una soluzione semplice, ma inedita, dal comune strumento da cucina attraverso lo stretto rapporto fra il modulo e le unità portanti, con il risultato della massima flessibilità di impiego sia per dimensionalità che per economicità. La ben nota capacità interpretativa delle caratteristiche dei materiali da parte dei designer e la ben nota cura...

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Il primo numero di “Qualità” esce nel 1956, l’ultimo nel 1960. “Qualità” è un house organ, o meglio una “Rivista trimestrale di informazione Kartell-Samco”, diretta da Giulio Castelli. Il suo titolo non è scelto a caso, ovviamente: è una sorta di dichiarazione programmatica sulla politica produttiva intrapresa dall’azienda che è consapevole della necessità di poter disporre di un mezzo di diffusione efficace, come una pubblicazione, dove poter raccontare il perché di ogni scelta produttiva, tecnica e stilistica e dove poter indagare gli aspetti della nuova civiltà degli oggetti. Nel primo numero...

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La Divisione Labware, dedicata alla produzione di articoli tecnici in materiale plastico per laboratori chimici e ospedali, apre nel 1958. In quell’anno Kartell, forte dell’esperienza della Divisione Casalinghi, ha già maturato una buona conoscenza nel campo della produzione industriale ed è aperta a nuove opportunità di sviluppo. Giulio Castelli, laureato in ingegneria chimica, ha la padronanza tecnica per valutare tali nuove opportunità con criterio. Le specifiche chimico-fisiche, le caratteristiche di infrangibilità e le speranze progettuali riposte nella ricerca dei materiali, danno alle...

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