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I Tavoli di Carlo Scarpa
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I Tavoli di Carlo Scarpa

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Catalog excerpts

I Tavoli di Carlo Scarpa-1

I tavoli di Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia The tables of Carlo Scarpa at Venice’s Fondazione Querini Stampalia. I tavoli di Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia The tables of Carlo Scarpa at Venice’s Fondazione Querini Stampalia

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I Tavoli di Carlo Scarpa-4

I tavoli di CARLO SCARPA The tables of CARLO SCARPA 04-07 Carlo Scarpa 1906-1978 Francesco Dal Co Carlo Scarpa 1906-1978 Francesco Dal Co 08-10 Carlo Scarpa e il design Il lavoro per Simon Carla Sonego Carlo Scarpa and design Working for Simon Carla Sonego 12-17 Doge 18-23 Delfi 24-29 Valmarana 30-33 Sansovino 34-39 Orseolo 40-45 Sarpi 46-49 Florian 50-57 Quatour 58-63 Gritti alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia at Venice’s Fondazione Querini Stampalia

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I Tavoli di Carlo Scarpa-5

Nato a Venezia il 2 giugno 1906, Scarpa inizia a la- vorare giovanissimo. Ottenutal'abilitazione in disegno architettonico nel 1926, dall'anno seguente è consulente della vetreria muranese Cappellin & Co.; le sperimen- tazioni compiute sin dal 1927 a Murano sul vetro gli consentiranno di raggiungere risultati di eccellenza, in questo campo, anche negli anni a venire. Tra il 1935 e il 1937, al volgere dei trent'anni, Scarpa realizza la prima opera impegnativa, la sistemazione di Cà Foscari aVenezia. Nel palazzo monumentale sul Canal Grande, sede dell'Università, adatta gli ambienti per ospitare...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-6

Negozio Olivetti, Venezia Particolare del logo all'esterno. Olivetti shop, Venice 1957-58. Detail of logo on the outside Negozio Olivetti, Venezia Apertura a forma di occhio. Olivetti shop, Venice 1957-58. Eye-shaped opening. Tuttavia, sebbene la costruzione della tomba lo assorba prioritariamente, non mancano altri episodi ad illumi- nare anche l'ultimo scorcio della sua carriera. Mentre si vanno esaurendo gli impegni nei confronti della tomba di San Vito d'Altivole, dal 1973 Scarpa è impe- gnato nell'edificazione della sede centrale della Banca Popolare di Verona, per la quale elabora un progetto...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-7

Carlo Scarpa e il design. Il lavoro per Simon Carla Sonego Il tema Carlo Scarpa e il design rimanda alla questione cruciale dei complessi rapporti che l'architetto mirava ad instaurare tra oggetto progettato e spazio archi- tettonico. Ciò è evidente soprattutto nel caso degli arredi fissi o mobili pensati per specifiche situazioni contingenti (siano esse abitazioni o negozi), dove appunto esiste, parafrasando le parole dello stesso Scarpa, un testo "particulare". Alla progettazione di simili arredi Scarpa si dedica con continuità dagli anni Trenta maturando una con- siderevole esperienza. Al...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-8

Negozio Gavina a Bologna, 1961. Dettaglio porta di servizio Gavina shop in Bologna, 1961 Detail of service entrance rilettura di Scarpa di un tavolo di Breuer, mentre nel 1971 -72 viene prodotto il tavolo "Valmarana", in legno massiccio (frassino schiarito). Provocato da Gavina, che era riuscito a realizzare con la Simon una laccatura per la produzione in serie, Scarpa utilizza anche il legno multistrato laccato in poliestere lucido per il tavolo "Orseolo" (1972-73). Stimolato poi dalla possibilità di lavorare con elementi cilindrici in legno massiccio di grosso spessore, sperimentati nel "Valmarana",...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-9

DOGE L’innesto nella struttura dei due cilindri gemelli d’ottone accostati, di supporto al piano di vetro, ma anche il sistema di assemblaggio con viti a vista, evidenziano l’attenzione ossessiva ed il valore che Scarpa attribuiva ad ogni minimo dettaglio: ogni particolare è potente quanto l’insieme. Prodotto in serie dalla Simon nel 1968, questo tavolo era stato inizialmente disegnato da Carlo Scarpa per l’arredamento della casa Zentner di Zurigo: il piano originale però era in legno con intarsi in marmo colorato. Quando Gavina lo vide, criticò apertamente la non trasparenza del piano, perché...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-10

L'assemblaggio delle barre di metallo trafilato e spaz- zolato, mantenute coese con le viti brunite, ha una forza figurativa architettonica di importanza e signifi- cato probabilmente analoghi ai particolari del ponte di accesso alla Fondazione Querini Stampalia. The use of the brushed drawn metal bars in keeping with the visible burnished screws, are again strongly architectural and seems to echo the same detail that can be found on the access bridge that leads to the Fondazione Querini Stampalia. Sistemazione del piano terra della Fondazione Querini Stampalia, Venezia 1961 e segg.. Particolare...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-11

Il piano del tavolo, grande lastra in cristallo dello spessore di 15 millimetri, permette di contemplare gli inserti decorativi in ottone, perfettamente incastonati nella struttura e la matericità delle superfici metalliche The 1 5 mm thick glass top of the table makes it possible to see the decorative brass inserts, which are smoothly nset within the frame, highlighting the strong material quality of its brushed metal surfaces. fotografato all'ingresso della Tondazione Querini 'Doge" Table, 1968, photo

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I Tavoli di Carlo Scarpa-12

DELFI Prodotto nel 1969. Composto originariamente di tre elementi in marmo (due piedi e un piano in appoggio), Delfi è il risultato di una unica e corretta rielaborazione scarpiana di un tavolo concepito negli anni ’30 da Marcel Breuer. Nel 1968 fu Dino Gavina che, ricevuto in dono il tavolo razionalista dallo stesso Breuer e constatato il vivo e costante interesse di Scarpa sull’oggetto, gli prospettò la possibilità di apportarvi alcuni cambiamenti. Il maestro si limitò ad intervenire sulle feritoie centrali dei due grandi piedi monolitici conferendo alla specificità razionalista una forte e...

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I Tavoli di Carlo Scarpa-13

Nel 2008 il Delfi è stato oggetto di una ulteriore rielaborazione, coordinata da Tobia Scarpa: il tavolo viene realizzato oltre che nella versione originale in marmo di Carrara Bianco Gioia, anche in Pietra di Vicenza Bianca, riducendone il peso complessivo da 336 a 279 chilogrammi. Ed inoltre, in alternativa al piano in marmo o pietra, viene proposta una grande lastra di Cristallo trasparente che consente la contem- plazione delle basi monolitiche che la reggono e con cui acquisisce valore museale. Questo miracoloso rin- novamento fa di Delfi un ulteriore magistrale tavolo per Simon, firmato...

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