| Wunderkammerstudio come i primi musei con tale denominazione in nord Europa attorno al 1600. Spazi destinati ad ospitare collezioni particolarissime, provenienti da luoghi e tempi lontani. I Proprietari, i designers Mattia e Claudia Frignoni. Nella loro "Stanza delle Meraviglie", occhio privilegiato nella contemplazione del fantastico, viene ricreato un luogo surreale dove il pensiero possa sconfinare oltre il visibile, nel sogno e nella memoria. Wunderkammerstudio progetta e ristruttura spazi pubblici e privati. Tra il 1992 ed il 1995 collabora con "Max Mara" per l'arredo di boutiques a Roma, Tokio e Verona, con "Kashiyama" a Parigi creando una serie di manichini-scultura in ferro battuto. Nel '94 collabora con "Jean Paul Gautier" all'allestimento della sua boutique di Milano. Nel '97 arreda a Milano il negozio "Aveda", nel '98 "Gerard Loft" a Firenze, nel 2000 la galleria "Araldica" di Bologna, e la beauty-farm "Vertigine" di Milano. Nel 2002 "l'Hotel de Russie" in Via del Babuino e il "Bloom Bar" in via del Teatro Pace a Roma. Lo stile viene molto apprezzato e colpisce il garden design per i forti riferimenti al passato rivisitato in chiave moderna. Spazi particolari, scenografie a-temporali ed oniriche in equilibrio tra arte e design, tra bellezza e funzionalità. Dal 1992 Wunderkammerstudio presenta ogni anno all'attenzione di un pubblico internazionale, durante il salone del mobile di Milano, le sue nuove collezioni: arredi, luci e complementi che divengono un pretesto per disegnare nello spazio forme cariche di eleganza, forza e leggerezza ; forme che ripercorrono il percorso creativo della natura. Claudia e Mattia provvedono personalmente alla realizzazione dei prototipi che vengono poi riprodotti in serie limitate dai più qualificati artigiani. Tutta la produzione viene seguita nei minimi dettagli ed alcuni oggetti assemblati e rifiniti nei laboratori Wunderkammer. Le fusioni di alluminio sono realizzate mediante un' antica tecnica di fusione. La differenza nelle tonalità, le lievi sfumature dei colori e le imperfezioni superficiali sono una delle caratteristiche di oggetti unici, esclusivi, al di fuori delle "mode" . |