Catalogue MAGIS 2006
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MAGIS - 31141, 31520, 16731, 16436
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Magis nasce nell'agosto del 1976 e, poche settimane dopo, eccola lì presente al Salone del Mobile rJI Milano (a quel tempo si svolgeva a settembre). Da allora, ogni anno, vi iia preso parte per presentare le novità. Ed anche quest'anno ov­viamente Magis porta al Salone le sue novità, ma non più, come in passato, allo stadio di prototipi, bensì a livello di prodotto Unito. È una svolta positiva, un segno di maturità aziendale. Cosi si toglie di mezzo ogni residuo di rischio lega­to alla traduzione da prototipo a prodotto. Rischio che serpeggia tra I progetti Magis. perché l'a­zienda sta spesso on the etìge, la­vora ai confini della tecnologia, co­me pochissime altre aziende al mondo del settore. Ventuno nuovi prodotti al Saio ne 2006: a conclu­sione di un ciclo progettuale di cir­ca tre anni, forse II miglior raccol­to annuale che Magis abbia mal fatto in trent'anni di attività. Eccoli qui sommariamente raccontati nell'ordine stesso in cui sono pre­sentati in questo Corning Soon.
Easy Table furniture. Modern design Jerszy Seymour. Gambe in polipropilene caricate di fibra di velro, stampate in co-iniezione e piano in laminato HPL. Easy Table è tutto bianco o tutto nero, una presenza voluta­mente sfumata, per lasciare a Easy Chalr, forte dei suoi nove co­lori, il pieno comando della scena.
Family_One. Design Konstaniin Grcic. La prima volta che Magis presentò la Chair_One, nel 2003, l'accoglienza non fu delle migliori, anzi abbastanza fredda. Ma poi con il tempo Chair_One cominciò a piacere, a piacere sempre di più ed oggi è un pezzo forte di Magis. Ora fa parte di una numerosa fa­miglia in cui ci sono i tavoli nati nel 2005 e da quest'anno:
- i cuscini
- i tavoli Bistrot
- gli sgabelli
- una nuova proposta di sedute per spazi pubblici. Family_One è il massimo che Magis potesse desiderare da un progetto di design.
Chair manufacturer First. Design Stefano Giovannoni. La sedia è realizzata in poliammide, colorato in massa, satinata davanti e lucida dietro, ma esistono anche versioni tratta­te con vernici speciali. Una sedia che segna un primato nell'air moulding (da qui il nome First): lo svuotamento del telaio non è sem­plicemente applicato a volumi con ridotta sezione tubolare, bensì a volumi estesi e complessi come l'intero sedile e schienale.
Table First. Design Stefano Giovannoni. Perfetto pendant con la sedia, Table First è una gamba-tavolo in poliammide lucido stam­pata in co-iniezione, combinabile con piani di materiali, forme e mi­sure diversi.
Garage. Design Toshiyukl Klta. Fu un pezzo forte delle collezioni Magis dal 1993 al 2000, poi ven­ne smesso perché lo stampo esauri tutta la sua capacità pro­duttiva. Ora ritorna in produzione leggermene modMctKK più bc k e ti. i/or ale di prma Ur modula componi) le cne consente ad ognuno d costruirsi la propru
Nimrod. Progetto di Marc Newson. È da anni che Magis la­vora su questo progetto e, final­mente, eccolo finito. Non è stata un'impresa facile portarlo a termi­ne, perché Magis ha voluto realiz­zarne la scocca In blow-moulding, quando la via semplice, normale, sarebbe stata il rotazionale. Magis è cosi. Preferisce la via più diffici­le se questa alla fine può aiutare II prodotto a distinguersi in un qual­che modo. Una bella poltrona, da un designer speciale, quale è ap­punto Marc Newson, per un puo-bllco non comune.
Strings Family. Sviluppata con Shln Azumi, al suo primo progetto per Magis, Strings è rappresenta­ta da una sedia e da uno sgabello In tondino d'acciaio (arriveranno più avanti i tavoli). Optional: cusci­ni. Progetti discreti, sobri, sinceri, di buona qualità di design che do­vrebbero trovare ottimo riscontro nel mercato, anche per i buoni prezzi che portano, frutto di un for­te investimento nel processo pro­duttivo.
Yoido. Design Ron Arad. Poltrona a dondolo, inizialmente concepita in blow-moulding, venne presen­tata al Salone 2005 a livello di 'prova stampo", in evidente soffe­renza tecnica, sottovalutata da Magis e anche dal designer stes­so che, quasi scherzandoci su, ap­pose la seguente scritta sull'og­getto, "This is noi rotalion moul­ding! First attempt in big scale blow moulding. Almost therel". Ma non ci fu assolutamente modo di sistemare la sofferenza tecnica, prove su prove senza esiti positivi, e cosi Voido venne abbandonata nella direzione blow-moulding per venire ripensata e risolta nella tec­nologia del rotational moulding, dal che una nuova, decisamente migliore, definizione estetica. №ido ora è pronta per il mercato. Una scultura di Ron Arad ad un prezzo ragionevole.
Me Too
Alma, Design Javler Marìscal. Una sedia per bambini in polipropilene caricata di fibra di vetro, stampata ad iniezione standard. Il cuore del progetto sta nelle nervature dello schienale. Necessarie per ragioni
strutturali, sono state risolte fuori dalle geometrie solite, avendole configurate come rami di un albe­ro, su cui poi l'estro di Mariscal ha voluto di più metterci qua e là al­cuni uccellini. È disponibile in quattro colori, quelli che meglio rappresentano le stagioni: verde (primavera), arancio (estate), mar­rone (autunno) e bianco (inverno).
Linus. Design Javier Mariscal. Gamba di tavolo in polipropilene caricato di fibra di vetro, stampato ad iniezione standard. Disponibile in diverse misure di piano. Un ta­volo molto neutro che non vuole mostrarsi più di tanto perché sa tiene di essere il gregario di Alma.
Flying Home carpet. Dopo Puppy e Trioli, due straordinari prodotti, Eero Aarnio disegna, per Me Too, Flying Carpet. Un "fantastico" pro­getto, una piattaforma, con movi­mento oscillatorio circolare, per sedersi, sdraiarsi, giocare, pe osa­re, dormìree... volare.
Mico. Design El Ultimo Grifo. Stampato in polietilene, in rotazio­nale. Un oggetto nascosto. Una se g gioì Ina? Un tavolino? Certamente un "coso" strano, dal­le sembianze strambe, meticcio, che II bambino guarderà dapprima con circospezione, ma che poi pia­no piano saprà con esso familia­rizzare, farselo amico, scoprire che è un buon amico ed un buon com­pagno di giochi.
Piedras. Design Javier Mariscal. Famiglia di sedute, in polietilene, stampato in rotazionale, "finitura pietra". Un progetto aperto ne! 2003 che arriva ora alla sua con­clusione. Piedras è la riproduzione rJi una seduta primordiale, dei tempi in cui gli uomini si sedevano sui tronchi d'albero o su pezzi di pietra. Va ad unirsi a Pop, Julian, Trioli, Alma, sedie queste di design astremamente contemporaneo, stabilendo con esse una linea di congiunzione tra passato e pre­sente, tra vecchio e nuovo, solleci­tando curiosità e domande di co­noscenza dei bimbi Me Too.
Air-Armchair. Sviluppata con Jasper Morrison arriva dopo molti anni di lavoro e va ad affiancarsi ad Air-Chalr per formare un'ac­coppiata unica al mondo, Insupe­rabile.
Déjà-vu Chair. Design Naoto Fukasawa. Dopo lo sgabello Déjà-vu da alcuni mesi sul mercato, che sta raccogliendo buoni risultati di vendita, nella medesima cifra stili­stica viene ora la sedia. Bella, semplice, molto iconica. Sedile e schienale in pressofusione di allu­minio lucido, gambe in tubolare di alluminio estruso pure lucido. Bella e nuova l'idea del rivesti­mento posteriore dello schienale InABS bianco, ABS nerooABS ri­coperto di legno per legarsi conformemente al plano del tavo­lo, sempre della stessa famiglia.
Déjà-vu Table. Una gamba di ta­volo in profilato di alluminio estru­so lucido che va a combinarsi con piam A tatuai tonra e mbare d versi Un tavolo per De]à-vu Ctia ma cne. daia la sua conh-gurazione stilisticamente neutra, può andane d'accordo con mo ris­sime altre sedie.
Eugenio Pemzza
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